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Born Ghost

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La leggenda del fantasma di Azzurrina

Dicono di noi

Immagini rarefatte tra sogno, incubo e una realtà che si perde nel tempo, che si sfibra e sfilaccia nella leggenda. “Born Ghost” è tecnicamente un buon lavoro sul versante performativo e nell'uso del puppet, mentre sul lato contenutistico è una scossa, una denuncia sulla diversità e sulle dinamiche che il gruppo, il branco, la maggioranza mettono in atto, da sempre, per stigmatizzare, allontanare, emarginare chi può sembrare alieno al sistema per piccole o grandi differenze, siano esse fisiche o caratteriali. Un teatro povero con pochi oggetti che si fa immaginifico, magico in un gioco, alquanto spaventoso e misterico, che rimanda al teatro delle ombre come alle maschere giapponesi, dove il non detto è molto più solido e presente dell'esibito.

(TOMMASO CHIMENTI; Recensito | quotidiano di cultura e spettacolo)

Trailer

Sinossi    

Uno spettacolo nero, inquietante, a tratti spaventoso ma anche commovente e delicato; una riflessione poetica sulla diversità e sull’isolamento che racconta la leggenda del fantasma di Azzurrina di Montebello, la figlia albina di Costanza Malatesta e del feudatario Ugolinuccio scomparsa in circostanze misteriose nel 1375. Fantasma la bambina lo era, in ogni caso, già in vita: incompresa, rinchiusa nel suo castello a causa dei suoi capelli bianchi. Una storia tragica ed onirica sulla diversità che allora come oggi fa sempre paura, ma anche un inno alla libertà che è in sé lotta contro l'ignoranza e il pregiudizio. 

Linguaggi

Marionette corporali e videoarte si incontrano per dare vita a un'opera a confine tra teatro e cinema d'animazione. Il fascino della produzione artigianale si unisce alla potenza visuale delle tecnologie digitali, creando sul palco una “quinta dimensione” in cui i pupazzi manipolati sulla scena coesistono con le figure animate digitalmente.

 

 

 

La Leggenda 

Quella di Azzurrina è una leggenda popolare che si tramanda da secoli in Romagna e che trova corrispettivi in varie parti di Italia e del mondo. La leggenda ha origine da fatti e personaggi realmente esistiti: Adele, nata nella seconda metà del 1300, era la figlia albina di Ugolinuccio, Signore del castello di Montebello e di Costanza Malatesta.  Per mascherare la sua diversità la madre cercò di tingerle i capelli, ma il nero dei pigmenti vegetali su Adele assunse sfumature celesti. La bambina diventò così Azzurrina, e le dicerie del volgo, che la considerava "la figlia del demonio", non fecero che aumentare.

Habitat Digitali

Il videoartista Cosimo Miorelli ha creato animazioni di enorme impatto visuale ed emotivo rappresentando la vita e la morte della bambina in chiave onirica e metafisica. I paesaggi emergono dal buio come reminiscenze di una vita lontana, mutano continuamente in echi di ricordi e frammenti di sogno. I colori divampano all’improvviso con la forza di pensieri dolorosi e le immagini si tramutano l’una nell’altra plasmate da una stessa materia, da una stessa memoria. Il bosco diventa un cervo, il teatro si trasforma in un rogo mortale, il fiume muta nel volto diafano di un’annegata, in un gioco di metonimie visuali e analogie cromatiche che creano un contrappunto visivo ed emotivo alla narrazione.

drammaturgia, performer
Mariasole Brusa
Puppets, scene
Jlenia Biffi
video artist
Cosimo Miorelli
musiche originali, pianoforte
Stefano Bechini
Sega musicale
Natalia Paruz
violoncello
Marco Algenti
consulenza alla regia
Andrea Macaluso
consulenza tecniche vocali
Francesca della Monica
co-produzione
ERT | Emilia Romagna Teatro

site specific

White Shadows, la versione site specific dello spettacolo è pensata per essere rappresentato in luoghi extra teatrali come castelli, borghi medioevali, dimore storiche e cortili. La performance è strutturata in modo modulare così che le varie scene possano essere riadattate, di volta in volta, attraverso un attento studio in sopralluogo, ai differenti spazi che le ospiteranno, valorizzandone al massimo le caratteristiche architettoniche, artistiche e storiche, in un’ottica di riqualificazione ambientale e trasmissione culturale. I vari personaggi condurranno il pubblico attraverso le stanze, le scalinate, i cortili, alla scoperta dell’ambiente circostante e delle narrazioni sedimentate tra pietre antiche, polverosi anfratti e alberi secolari.

Trailer White Shadows

Ombre bianche che dimorano nel luogo dove lo scorrere del tempo si sospende e affiorano dal passato grazie al potere trasfigurante del teatro. "White Shadows" è la perifrasi utilizzata per indicare gli albini ancora oggi perseguitati in Tanzania, perché la paura del diverso è tutt’altro che storia antica.

Tipo di spettacolo
Teatro di figura contemporaneo
lingua
Italiano
età del pubblico
Adulti
durata
60 min
spazio scenico
08 m x 7 m; h 4 m
luci
24 ch dimmer 2,5kW, 12 PC 1000 W, 3 shapers 1000 W, 3 LUN 100W, 4 ballasts
montaggio
5 ore
smontaggio
1 ora
preventivi su richiesta
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